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...SOGNI E REALTA' DI UNA PICCOLA ATTRICE......"teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male"... June 30 23 mesi di noiJune 12 "ti amerò per sempre"“Innamorarsi veramente significa entrare in una dimensione del tutto differente, cambiare pianeta. Significa spostare il baricentro della propria vita e orbitare intorno a un nuovo punto di riferimento. I riflettori della nostra mente illuminano un’unica immagine: quella di lei (o di lui). Il resto rimane sullo sfondo. Questa immagine si sovrappone a tutte le altre, è presente ovunque, in ogni momento. Viene vista, rivista, ripassata come in un replay ossessivo, crea gioia, struggimento, persino tremori. La persona amata viene idealizzata. Non ha difetti. E, se ne ha, vengono oscurati da una specie di daltonismo emotivo. Questa immagine così amata la si porta sempre con sé, al lavoro, in viaggio, al letto. Vive e palpita all’interno della nostra mente e dei nostri sentimenti: la interroghiamo, le parliamo, è la protagonista del nostro teatrino mentale. Continuamente i nostri pensieri la circondano, la sfiorano, la contemplano.”
-“Ti amerò per sempre”- -Piero Angela-
[.a
quello che ci lega.] April 23 roma capoccia <3
Quanto sei bella.
Ma oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui vedo la maestà der Colosseo vedo la santità der cuppolone e so più vivo e so più bbono
Der monno infame Der monno infame Der monno infame infame infame Der monno infame
- Antonello Venditti -
[.a te, Roma.] [.alla città più bella del mondo, per me.]
March 30 pensieri...E torno a scrivere su questo blog che chiede solo parole. Un giorno non pensavo che l’avrei trascurato così tanto. Sarà che sono mancate le parole, sarà che mi mancava la voglia di scrivere, sarà che non avevo nulla da scrivere. Non che adesso ci sia qualcosa eh, sia chiaro. Ma l’idea che forse qualcosa da scrivere c’è, mi piace. Ultimamente la mia vita è molto strana. Come sempre del resto. Non è che è caratterizzata da eventi particolari, anzi. Lo scorrere della vita è piuttosto normale… sequenziale, ecco. Diciamo che sono io che ancora devo riuscire a capirla, a interpretarla. Qui d’altronde non sono a Roma, non sono nella mia casa, non sono con i miei, non vedo i miei veri amici, non sto nella mia vita. Aver preso una decisione così importante fa ancora male, e credo che ne farà ancora per un bel po’. La distanza da casa la sento ogni giorno che passa e mi dico sempre “mi ci abituerò”. Ma ancora non sono abituata a un bel niente. Spesso mi capita di pensare veramente “chi me l’ha fatto fare?!”. La risposta a questa domanda ancora non l’ho trovata. Lo so perfettamente che sono qui per il mio futuro (ma poi chi lo dice che sia veramente il mio futuro?) però ho bisogno di tanta forza. Mi ritrovo ogni giorno da sola con il mondo fuori da affrontare. Sapere che dopo una sconfitta torni a casa e non hai nessun abbraccio caldo che può riempirti il cuore, sapere che devi essere tu a curarti e ricucirti le ferite, fa male ancora di più. Sono tante le sere in cui ti ritrovi a parlare da solo. Sono tante le sere in cui ti scende una lacrima. Sono tante le sere in cui hai voglia di scappare e lasciare tutto così, tanto domani ci penserà qualcun altro. E invece no. Devi pensarci tu. È vero, basta alzare la cornetta e sento la voce di chi mi vuole veramente bene, ma… non è la stessa cosa. Ieri sera mentre tornavo a casa dopo un finesettimana passato a Catania, mi sono resa conto di quanto io in fondo sia fortunata. È vero, le persone/cose a me più care sono a 700 km di distanza da me, ma… qua ho un pozzo di amore infinito. Un amore che mi riscalda ogni volta in cui ne ho bisogno. Un amore che fa quel che può. Un amore unico. Un amore profondo. Un amore che dà, senza ricevere. Un amore che condivide tutto con me. Un amore che soffre se soffro io. Un amore che gioisce se gioisco io. Un amore che riempie le giornate. Un amore che stavo rischiando di perdere. Un amore così puro che non se ne trovano facilmente in giro. Un amore che mi spinge a fare qualcosa che non avrei mai pensato di fare per qualcun altro. Un amore che si rinnova. Un amore che mi stimola. Un amore che fiorisce nell’anima. Un amore così tanto colorato in mezzo a un mondo che non capisco ancora di che colore è. Un amore che protegge. Un amore paziente. Un amore comprensivo. Un amore che non si stanca di tenerci uniti. Un amore che passa ogni limite. E questo amore è il tuo. Ma è anche mio.
[.al tuo amore.] [.al nostro amore.] [.
February 25 Baba Yetu - Civilization IV
Baba Yetu, Yetu uliye (Our Father, Jesus, who art)
Mbinguni Yetu Yetu (in Heaven)
Amina! Baba Yetu Yetu uliye (Amen! Our Father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by thy name)
Baba Yetu Yetu uliye (Our Father, Jesus, who art)
Mbinguni Yetu Yetu (in Heaven)
Amina! Baba Yetu Yetu uliye (Amen! Our Father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by thy name)
Utupe leo chakula chetu (give us this day our daily bread,)
Tunachohitaji utusamehe (forgive us of)
Makosa Yetu, hey! (our trespasses)
Kama nasi tunavyowasamehe (as we forgive others)
Kama nasi tunavyowasamehe (as we forgive others)
Waliotukosea. Usitutie (who tresspass against us)
Katika majaribu lakini (lead us no into temptation)
Utuokoe (but)
Na yule (deiver us from Evil,)
Milele na yule (and you are forever and ever!)
Baba Yetu Yetu uliye (Our Father, Jesus, who art)
Mbinguni Yetu Yetu (in Heaven)
Amina! Baba Yetu Yetu uliye (Amen! Our Father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by thy name)
Baba Yetu Yetu uliye (Our Father, Jesus, who art)
Mbinguni Yetu Yetu (in Heaven)
Amina! Baba Yetu Yetu uliye (Amen! Our Father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by thy name)
Ufalme wako ufike utakalo (thy Kingdom come, thy will be done)
Lifanyike duniani kama binguni (on Earth a sit is in Heaven)
Lifanyike duniani kama binguni (on Earth a sit is in Heaven)
Amina! (Amen!)
Baba Yetu Yetu uliye (Our Father, Jesus, who art)
Mbinguni Yetu Yetu (in Heaven)
Amina! Baba Yetu Yetu uliye (Amen! Our Father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by thy name)
Baba Yetu Yetu uliye (Our Father, Jesus, who art)
Mbinguni yetu yetu (in Heaven)
Amina! Baba yetu yetu uliye (Amen! Our Father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by thy name)
Utupe leo chakula chetu (give us this day our daily bread,)
Tunachohitaji utusamehe (forgive us of)
Makosa yetu, hey! (our trespasses)
Kama nasi tunavyowasamehe (as we forgive others)
Kama nasi tunavyowasamehe (as we forgive others)
Waliotukosea. Usitutie (who trespasses against us)
Katika majaribu lakini (lead us no into temptation)
Utuokoe (but)
Na yule (deiver us from Evil,)
Simama mwehu… (and you make from dead…)
Baba Yetu Yetu uliye (our Father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by the name)
Baba Yetu Yetu uliye (our father, Jesus)
Jina lako milele litukuzwe (hallowed by the name)
[.Baba Yetu.] [.Amina!.]
February 09 <3 teatro
“…Il teatro… tu non puoi capire… è la vita per un attore, non è un mestiere che può essere preso al posto di un altro. Fai l’attore e basta… costi quel che costi. Un attore coincide perfettamente con il lavoro che fa, con i suoi personaggi…”
- "via Giolitti dalle 21 alle 6" P. De Vecchis"
[.al teatro.] [.alla mia vera passione.]
January 15 l'amore mi perseguita
“…Certo che quando un amore finisce fa un male pazzesco. Non c’è una volta in cui si soffre più di tutte le altre, in cui si prova un livello di sofferenza oltre il quale non si può andare, un limite che non toccherai più; ogni volta sei sempre più devastato dal dolore, dalla solitudine, dal panico e da quella disgustosa sensazione di abbandono che ti piomba addosso appena realizzi che lui non ti appartiene più, che non esiste più un noi e che è finita per sempre. Lui tornerà ad essere un estraneo dopo che avrete fuso le vostre vite in una sola, vi sarete confidati i segreti più nascosti e avrete abbattuto il muro di qualunque pudore. Sarete due estranei anche se conoscete il ritmo del vostro sonno, i vostri odori, le vostre abitudini e i vostri schemi. Due estranei che si conoscono meglio di chiunque altro e le cui vite non si incroceranno mai più se non per caso.”
- Federica Bosco -
[.a te che spero capirai quello che vuoi veramente.] [.ma decidi col cuore.] [.“chiedimi qualsiasi cosa”.] [.“AMAMI”.]
January 12 è finita...January 08 perchè...?December 26 la leggenda del pianista sull'oceano
"... Tutta quella città, non si riusciva a vederne la fine. “La fine, per cortesia! Si potrebbe vedere la fine?” Era tutto molto bello su quella scaletta e io ero grande, con quel bel cappotto! Facevo il mio figurone! e non avevo dubbi che sarei sceso, non c’era problema. Non è quello che vidi che mi fermò Max… è quello che non vidi. Puoi capirlo? Quello che non vidi… in tutta quella sterminata città c’era tutto, tranne la fine. C’era tutto, ma non c’era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo. Tu pensa un pianoforte: i tasti iniziano, i tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro, tu sei infinito. E dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita. Questo a me piace. In questo posso vivere. Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti che non finiscono mai - e questa è la verità… che non finiscono mai - quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Sei seduto sul seggiolino sbagliato. Quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo! Ma le vedevi le strade?! Anche soltanto le strade ce ne erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voialtri laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna… una casa… una terra che sia la vostra… un paesaggio da guardare… un modo di morire. Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, quanto ce n’è, ma non avete paura voi di finire in mille pezzi solo a pensarla quella enormità? Solo a pensarla? A viverla? Io ci sono nato su questa nave e vedi anche qui il mondo passava. Ma non più di 2000 persone per volta. E di desideri ce n’erano, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato a vivere in questo modo. La terra è una nave troppo grande per me… è una donna troppo bella… è un viaggio troppo lungo… è un profumo troppo forte… è una musica che non so suonare. Non scenderò dalla nave, al massimo posso scendere dalla mia vita. In fin dei conti è come se non fossi mai nato. Sei tu l’eccezione Max, solo tu sai che sono qui.” -La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano- [.ad un film che alla fine mi fa sempre piangere.] December 21 19.12.2008December 14 ...roma!November 30 sms
“Ti amo. Ti amo per quello che sei. Ti amo per quello che fai. Ti amo perché sei la mia vita. Ti amo perché sei il mio sole venuto a riscaldare la mia incasinata vita. Ti amo per come sto bene quando sono con te. Ti amo perché sei la parte che mi mancava alla realizzazione di me. Ti amo.”
[.sono questi gli sms che riscaldano il cuore.] [. November 17 la solitudine dei numeri primi
“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell’intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie. In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi, quasi vicini, perché fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finché non li si scopre. Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto.”
“La solitudine dei numeri primi” -Paolo Giordano-
[.è una settimana che non ti sento.] [.e non so neanche perché.] [.forse ho creduto troppo nelle tue parole.] [.a te e a me che (credo) siamo due primi gemelli.]
November 04 45 giorni dopo...
E ti trovi lì. Davanti a un risultato che non credi sia il tuo. Inizi a pensare “forse ho contato male”. E riconti. Riconti. Riconti ancora. Non te ne rendi conto. Non può essere così. Non può e non deve essere andata così. Continui a dirti “non è possibile!”. E lo sai che non era possibile. Ma è così. È stato possibile. “Non può essere sempre la solita storia!”. Ma la solita storia si ripete. In continuo. E allora inizi a sentirti un fallimento. Inizi a perdere tutta la stima che hai nei tuoi confronti. Ti senti di nuovo in bilico su un asse che non può più sorreggerti. Un altro passo falso e cadi. Ti senti solo. Anche se hai tante persone accanto? Si. Ti senti solo. Forse lo sei sul serio. Ah no. Non sei solo. Sei circondato da parole. Parole. Parole. Inutili parole. Parole che hanno sempre lo stesso suono. Parole che ti sei stancato di ascoltare. parole dette da chi non vive come te. Parole dette da chi non entra nei tuoi panni. Parole che sono facili da dire. Parole che sono difficili da mettere in pratica. Devi farti forza. Si, ma su cosa? Devi trovare il coraggio di andare avanti. E dove si trova? Lo vendono? Io credo di averlo finito. Pensi che alla fine tutto quello che hai messo in gioco è veramente troppo. E allora ti attacchi a quelle piccole cose che ti sono rimaste. Le afferri. Le stringi forte a te. Stai attento a non romperle. Piano! Delicate tra le mani. Non lo vedi che sono così fragili? Ma tu non vuoi lasciarle. Non puoi lasciarle. Sono loro che ti hanno fatto diventare quel che sei. E allora stai attento. Le accarezzi con cura. Le sfiori. Risenti il loro profumo. Senti il tuo cuore battere forte. E non vuoi che smetta. Ma tra le tue mani durano poco. Ehi! Ti stanno chiamando dalla realtà! Eh? Cosa? Catapultato di nuovo in tutto quello che non vuoi più. E lì, in quel momento, ti rendi conto che vuoi tornare a casa. Ti manca casa.
[.ma in fondo queste sono solo considerazioni dopo 45 giorni lontana da Roma.]
October 27 per te, marco...
And the stars will show
[.a te Marco che sei entrato nella mia vita in punta di piedi.] [.a te Marco che stai facendo un rumore pazzesco dentro di me.]
October 21 ...leggero
Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male
[.in memoria di due estati un po’ troppo particolari.]
October 08 ne è passato di tempo!
Ho ritrovato tante cose che avevo dimenticato di avere. Avevo dimenticato che quegli abbracci, quei sorrisi, quegli sguardi erano solo per me. Per me e per nessun altro. Negli occhi di qualcuno ho ritrovato quei sentimenti che credevo non ci fossero più.
Ogni volta che penso a quello che ho lasciato, sto male. Dare un “arrivederci” alla mia più grande passione dopo 53 incontri è stata la cosa più dura forse da fare. Quando per la 53esima volta si è chiuso quel sipario davanti ai miei occhi già sapevo che mi sarebbe mancato… mi sarebbero mancate quelle emozioni, quelle sensazioni, quell’interpretare qualcuno di diverso da me e quell’avere accanto persone che condividono la mia stessa passione. Non vedo già l’ora di risfiorarlo e respirare ancora la sua magia.
Le corse per prendere l’autobus.
La gente incontrata sulla metro. I libri letti sulla metro. Le chiacchierate sulla metro. La sfiga di beccare sempre l’unica metro vecchia dove c’è scritto che le fermate arrivano fino a Ottaviano.
Le gelaterie: dolce gelo, i tropici e blu ice.
Avere manifestazioni d'affetto enorme da chi non ti saresti mai aspettato.
Le nostre serate pazze.
Le chiacchierate con il biondo (che cambia ogni giorno) e the doctor.
[.a Voi.]
July 30 ...e uno!
Lui che ama il caffè. A lei che piace solo farlo. Lui che ama la cioccolata al latte. Lei che la preferisce fondente. Lui che ama giocare. Lei che preferisce leggere. Lei che ama il teatro. Lui che preferisce un pc. Lui che preferisce le moto. Lei che ama le navi. Lei che ha tanta pazienza. Lui che la perde subito. Lei che vivrebbe di pane e coccole. Lui che piace mangiare. Lui che piace la cipolla. Lei che la detesta. Lui che mangerebbe solo carne. Lei che vivrebbe di pesce. Lui che è salito tante volte sulla Fossa. Lei neanche una. Lei che starebbe in piedi a ballare tutta la notte. Lui che dopo cinque minuti si stanca. Lui che ama i giochi di ruolo. Lei che preferisce solo guardare. Lui che è perennemente ritardatario. Lei che è sempre più puntuale. Lui che parla di informatica. Lei che pensa "chissà che cosa dici". Lei che adora stare al sole. Lui che preferisce l’ombra.
July 28 :D...E SI PARTE!
stasera prenderò quel pullman che mi porterà finalmente un'altra volta tra le tue braccia e che ci permetterà di raggiungere insieme la nostra isola...
July 17 shakespeare <3
-William Shakespeare-
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